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Gli accordi di programma - Lettera aperta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 03 Giugno 2008 07:55
Pubblichiamo una lettera aperta pervenutaci a mezzo e-mail:

La relazione del governatore della Banca d’Italia, sintetizza, ancora una volta, i problemi che deve risolvere l’Italia per non essere più la cenerentola d’Europa, ma soprattutto per non continuare a mortificare i suoi cittadini, in particolare giovani e donne.
Un’analisi molto importante e stimolante per i nostri politici nazionali, specie quando si parla di federalismo fiscale.
E’ evidente che qualcosa deve cambiare. E’ diventato inderogabile.
Non si sopportano più, la “casta”, lo sperpero di denaro pubblico, il nepotismo, i fannulloni “pubblici”, gli evasori delle tasse, la microcriminalità; in poche parole il mal costume che caratterizza la nostra società.
Facile criticare! Non è così.
Mentre in passato si parlava e basta, adesso istituzioni come Confindustria, la stessa Banca d’Italia, l’Opposizione di governo e lo stesso Presidente della Repubblica, si ritengono fiduciosi, in quanto l’occasione della forte stabilità del governo in carica, non deve essere persa.
Occorre una condotta comune, al fine di giungere nei prossimi anni a ridare fiducia alle famiglie.
La fiducia delle famiglie, in una società civile, libera e solidale, è la pietra angolare di ogni sviluppo, sia esso culturale che economico.
Quando le persone sono assillate da problemi contingenti di tipo primario, non si interessano più delle istituzioni, le considerano “nemiche”.
Non partecipano alla vita politica, sono troppo occupate a “lottare”.
Ecco perché le ultime elezioni hanno dato un messaggio cosi’ forte di semplificazione e di concretezza.
E’ arrivato il momento di “fare”.
Come diceva il nostro bellissimo manifesto : … Persone non animate da ambizioni di carriera, poiché ognuno di loro esprime compiutamente se stesso attraverso il proprio lavoro. Non sono emissari di alcun partito politico, né espressione di centri di potere. Si tratta di un gruppo mosso soltanto dalla voglia di riscattare e rimettere in circolo le aspettative, i bisogni e le speranze di buona amministrazione di cui la nostra cittadina ha grande bisogno. Città Attiva nasce dall’esigenza di dare una risposta ad un invito racchiuso in due semplici parole: facciamo qualcosa! Offriamo un aiuto concreto ai nostri Concittadini per riappropriarsi del loro territorio, dei loro spazi, della loro identità, attraverso uno strumento di partecipazione ATTIVA. E’ su questo progetto, non su altri, che Città Attiva sta lavorando e lavorerà, senza risparmiarsi e senza chiedersi quanto durerà tale missione. La nostra è stata fin dall’inizio una proposta di coinvolgimento totale dei cittadini, si è configurata da subito come un cantiere di idee e di proposte da mettere a tema per far ripartire il Comune di Martinsicuro e ridestarlo da quell’indegno torpore in cui è stato precipitato da decenni di completo disinteresse per la buona qualità della vita.
Città Attiva ha anticipato e saputo cogliere questa necessità di cambiamento, prima di tutti.
Sono evidenti le grandi difficoltà di chi fa politica “istituzionalmente” nella nostra città, siano essi di maggioranza che di opposizione.
Prigionieri delle loro tare ideologiche e “sordi” di fronte ad una città che chiede a gran voce delle risposte.
La consapevolezza dei problemi reali dei cittadini, che sembrava non albergasse presso le nostre più grandi istituzioni,  manca ora inaspettatamente a livello locale.
Anziché, confrontarsi e collaborare per sfruttare le migliori “menti” che si trovano nella società civile, si continua ad ignorare e prevaricare chi degnamente lavora mosso solo da quel “facciamo qualcosa”; a qualunque “colore” appartenga.
Sta avvenendo con l’approvazione di importanti strumenti urbanistici, che cambieranno l’assetto della nostra città.
Quello degli “accordi di programma” è lo strumento più potente che una amministrazione ha per sviluppare la propria città.
L’inizio, tuttavia, è dei peggiori, visto che non c’è stata praticamente nessuna “condivisione” con i cittadini di come si regolamenterà lo sviluppo della propria città.
Cosà potrà succedere in futuro, se si procederà su questa linea potrebbe essere facile immaginarlo.
Noi invece, come già accaduto nei comuni limitrofi, lotteremo per avere delle opere pubbliche perfettamente individuabili a beneficio di tutta la collettività.
Immaginiamo la nostra città, con un uso intelligente degli accordi di programma, vista la vastità del territorio da regolamentare, dotata di opere pubbliche assolutamente necessarie.
Primo fra tutti, la ristrutturazione del Cinema Ambra, per rilanciare le attività culturali; poi il porticciolo turistico che con la riqualificazione del lungomare, farà da volano dello sviluppo turistico dell’intera città.
Immaginiamo una piscina comunale come quella realizzata in comuni vicini dove “il costruttore di turno”, per 25 anni dovrà anche gestirla a beneficio dell’intera collettività.
Immaginiamo un campus scolastico con annessi impianti sportivi. Immaginiamo piste ciclabili, parchi gioco per i bambini e tutela dell’ambiente.
Immaginiamo una città civile.
Con gli accordi di programma tutto cio’ è realisticamente realizzabile nei prossimi 5 - 7 anni.
La responsabilità di chi stà introducendo questo strumento di programmazione è enorme.
Ci auguriamo che il senso di responsabilità di cui si stanno facendo carico le nostre più prestigiose istituzioni, pervada anche chi amministra la nostra città.

Gustavo.
 

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Randagismo amministrativo
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